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PD, Marini difende Veltroni: non è figlio di un complotto PDF Print E-mail



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Written by News Editor   
Friday, 31 August 2007
Benevento- Non sono piaciute al presidente del Senato, Franco Marini, le polemiche agostane sulla decisione di Walter Veltroni di candidarsi alla guida del futuro Partito Democratico. “Non c’è stato nessun complotto tra me e D’Alema – ha detto il numero uno di Palazzo Madama in apertura della conversazione con i giovani Udeur a Telese -. Piuttosto credo che ci sia un confronto serio sulla necessità che i partiti si aprano alla voglia di partecipazione che percorre il Paese”. Messaggio spedito all’indirizzo di Rosy Bindi che nelle scorse settimane aveva parlato di Veltroni come figlio degli apparati. “Parla così chi si sente debole politicamente o non ha altri argomenti”, ha commentato Marini che poi ha continuato a par lare dell’importanza della discesa in campo del sindaco di Roma: “La sua disponibilità a spendersi è venuta nel momento in cui il centrosinistra boccheggiava, mancava una figura di riferimento. In lui tutti hanno visto il leader naturale di questa nuova aggregazione. Non è figlio di verticismi o alchimie”. Ancora sulla Bindi, il presidente ha difeso la sua decisione di presentarsi alle primarie del PD anche se ha confessato che la sua discesa in campo ricalca un po’ “il filone parisiano più che quello prodiano”. Marini in difesa di Veltroni ma anche del vicepremier Francesco Rutelli. Ai giovani presenti, l’ex sindacalista ha spiegato il significato della teoria “alleanze di nuovo conio”: “Oggi – ha dichiarato Marini – abbiamo un partito nuovo che per le prossime elezioni ha il sacrosanto diritto di verificare le sue alleanze in nome del programma. Non è un problema che riguarda l’oggi”. Un ragionamento che prende spunto dalle difficoltà che vive l’attuale situazione politica: “Il male di questo bipolarismo – ha spiegato la seconda carica dello Stato – sta nella disomogeneità che si riscontra nelle due coalizioni. Non può accadere che su un accordo importante, come quello sul walfare siglato dal Governo, ci sia una parte della maggioranza che decide di scendere in piazza. Perciò i punti programmatici su cui convergere vanno decisi prima delle elezioni”. A questo proposito Marini ha fatto mea culpa sul programma dell’Unione: “280 pagine sono davvero troppe, bisogna individuare 10-12 punti chiari su cui si possa convergere”. Dopo l’inchiesta del settimanale L’Espresso sui privilegi dei politici nel campo immobiliare, a Telese ha fatto tappa la discussione sui costi della politica. Marini ha rivendicato il lavoro già fatto da Camera e Senato ma ha ammesso che bisogna fare di più: “Rispetto alle insoddisfazioni che circolano nel Paese, c’è necessità di mettere ordine nella cosa pubblica. Bisogna raccogliere le esigenze vere che ci vengono poste però dico no agli eccessi e alle strumentalizzazioni”. Interpellato dal direttore di “A” sull’iniziativa della Commissione Europea che ha chiesto all’Italia chiarimenti sugli sgravi fiscali alla Chiesa, il presidente non ha usato mezze misure: “In Europa permane un filone ideologico di non simpatia per la Chiesa. Mi chiedo come si fa a parlare di queste cose quando siamo davanti al ruolo straordinario che la Chiesa svolge in modo prezioso nel campo sociale. In una società di squilibri ed emarginazione, la Chiesa in molti casi arriva prima dello Stato”. Sulla riforma della legge elettorale, Marini ha sostenuto la necessità di trovare un punto di mediazione. La sua formula parla di un modello tedesco temperato da una quota proporzionale. Riforma da varare prima delle elezioni “che non saranno decise né da Prodi né da Berlusconi ma dal presidente della Repubblica che ha posto la necessità di un aggiornamento dell’attuale assetto elettorale”. Infine, un riferimento al ruolo che il Sud può svolgere nel futuro: “L’Italia si avvia a superare la stagnazione economica. Un risultato – ha detto Marini – che consente di concentrarsi sul riconoscimento delle grandi possibilità del Mezzogiorno. Bisogna investire molto sulle infrastrutture perché il Sud può diventare il punto naturale di attrazione per gli investimenti internazionali. In più c’è la risorsa dell’ambiente che può offrire numerose opportunità di lavoro nel campo del turismo”. La pioggia ha imposto la chiusura dell’incontro. Marini guardando Mastella negli occhi si è augurato: “Spero che Veltroni riuscirà a tenerti nel nostro campo. Abbiamo fatto politica insieme per lungo tempo e spero di poterlo fare anche in futuro”.
 

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