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Summit con Islamabad senza Musharraf |
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Written by News Editor
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Thursday, 09 August 2007 |

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E’ stata accolta con “sorpresa” a Washington la decisione del presidente pachistano Pervez Musharraf di annullare la sua partecipazione alla jirga di pace a Kabul, un consiglio di leader tribali afghani e pachistani annunciato a Washington lo scorso anno nell’ambito della lotta contro i Talebani. In una telefonata al presidente afghano Hamid Karzai, Musharraf aveva annunciato che non si sarebbe recato a Kabul a causa di “impegni” a Islamabad.
In realtà, in questo modo, il capo di Stato pachistano, secondo gli analisti, avrebbe voluto mandare un segnale forte agli Stati Uniti: da Washington sono arrivate molte dichiarazioni sulla violazione della sovranità pachistana. Il riferimento è a possibili azioni unilaterali americane contro i santuari di Al Qaeda, nel caso in cui ci fossero informazioni di intelligence credibili, di cui hanno parlato nei giorni scorsi il sottosegretario di Stato, Nicholas Burns e, in modo ancora meno diplomatico, il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama, pronto ad agire anche senza il consenso di Islamabad. Al posto del presidente, da oggi e per tre giorni sarà a Kabul il premier pachistano Shaukat Aziz.
Obiettivo del vertice è cercare un accordo per porre fine alle violenze al confine tra i due Paesi. La delegazione di Islamabad è partita ieri alla volta dell’Afghanistan, dove si tratterrà almeno fino a sabato, quando si concluderanno i lavori della jirga. Al centro dei colloqui tra le due parti, vi saranno le misure da adottare per “migliorare le relazioni bilaterali”, ma soprattutto i provvedimenti necessari per smantellare i santuari del terrorismo, i centri di addestramento e finanziamento dei terroristi all’interno dei confini afgani e pakistani. Almeno 169 leader tribali delle zone nordoccidentali del Pakistan prenderanno parte alla jirga. Parlando con i giornalisti prima della partenza, il ministro dell’Interno pakistano Ahmed Khan Sherpao ha espresso la speranza che la jirga possa contribuire a portare la pace nella regione.
Secondo i quotidiani locali, però, difficilmente la jirga sarà in grado di produrre i risultati auspicati, soprattutto per l’assenza di rappresentanti dei Talebani. Potrebbe trattarsi, secondo la stampa, di incontri inutili anche perché molti leader tribali che avrebbero dovuto prendere parte ai colloqui si sono rifiutati di parteciparvi.
Tra gli altri non partiranno per l’Afghanistan, molti delegati delle regioni tribali del Waziristan del Nord e del Sud, a ridosso della frontiera con l’Afghanistan. Anche a Kabul il pessimismo domina sull’ottimismo. “Tra i funzionari afgani prevale la sensazione che non vadano attribuite grandi aspettative alla jirga, dal momento che i membri della delegazione pakistana sono stati scelti dall’Isi (i servizi segreti di Islamabad, ndr) e pertanto non parleranno onestamente come ci si potrebbe aspettare”, spiega un giornalista di Kabul. La decisione di organizzare una jirga congiunta risale all’incontro di Musharraf e Karzai dello scorso settembre alla Casa Bianca. Allora i due presidenti hanno deciso di instaurare questo meccanismo per bloccare le violenze nelle zone tribali lungo il confine e per porre fine alle infiltrazioni di sospetti terroristi da un Paese all’altro. |