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Il governo Maliki a pezzi |
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Written by News Editor
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Wednesday, 08 August 2007 |
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Beirut
BAGHDAD - Con il Paese ritenuto ormai da mesi «sull'orlo della guerra civile», il governo «di unità nazionale» del premier iracheno Nuri al Maliki è sempre più traballante, continua a perdere i pezzi ed è di fatto al limite del collasso: altri quattro ministri hanno annunciato che boicotteranno le riunioni dell'esecutivo, e minacciano di unirsi ai 13 ministri che già si sono dimessi, e che ancora devono essere sostituiti.
«Hanno cominciato il boicottaggio delle riunioni di governo, non si sono dimessi, continueranno a lavorare nei loro uffici, ma questo è un avvertimento al premier, che deve seguire il programma di riconciliazione nazionale», ha detto un portavoce del loro partito, la Lista nazionale irachena, guidata dall'ex primo ministro Iyad Allawi, sciita ma di impostazione laica. Al Maliki ancora non ha reagito ufficialmente. Ieri era ad Ankara, per delicati colloqui incentrati in particolare sulla questione dei ribelli curdi turchi e dei loro campi che si trovano nel Nord dell'Iraq. In una conferenza stampa il premier turco Erdogan ha dichiarato questa sera che un accordo tra la Turchia e l'Iraq sul terrorismo «è stato firmato», mettendo fine a una controversia tra i media turchi e i commentatori, secondo alcuni dei quali non si era ancora arrivati a un accordo scritto. Nel corso di una conferenza stampa congiunta alla domanda di un giornalista se il Pkk venga considerato dall'Iraq una organizzazione terrorista, il premier iracheno Al Maliki ha risposto: «Nell'accordo c'è tutto, ivi compresa la definizione del Pkk, come organizzazione terrorista». Il testo dell'accordo fino a questo momento non è stato diffuso. |