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Napolitano,tagli e trasparenza per spese del Quirinale |
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Written by News Editor
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Sunday, 29 July 2007 |
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Senza clamore, senza fretta, senza far caso ai musi lunghi, Giorgio Napolitano sta realizzando al Quirinale una piccola rivoluzione per contenere le spese e rendere trasparenti i conti del Palazzo per antonomasia, che da sempre gode del privilegio di non dar conto in dettaglio delle proprie notule. Per il capo dello Stato la "casa degli italiani" deve essere "una casa di vetro".
L'operazione trasparenza fu avviata lo scorso dicembre, da una commissione ad hoc che dopo sei mesi ha presentato le conclusioni al presidente, il quale ha emanato un decreto presidenziale che, prendendo a riferimento il bilancio dello Stato, fissa nuovi criteri per la definizione dei bilanci interni, "con l'obiettivo - si legge in una nota pubblicata sul sito del Quirinale - di rendere più chiaro il contenuto delle singole voci di spesa, consentirne una riaggregazione per aree funzionali, assicurare il controllo dei flussi di cassa e rendere possibile una programmazione pluriennale della spesa". Se questi sono gli intendimenti, è facile dedurre in che condizioni sia la contabilità del Palazzo esaminata dal segretario generale Donato Marra, che ha guidato la commissione. Comunque, a fine anno, si vedranno i primi effetti, quando sarà presentato pubblicamente - e sarà la prima volta - il bilancio di previsione per il 2008 improntato ai nuovi criteri.
Napolitano si sta anche occupando del personale, che rappresenta la maggior voce di spesa. Anche in questo capitolo c'é da mettere ordine, poiché si sommano tre categorie: 987 dipendenti di ruolo; 85 comandati e distaccati, 23 "a contratto"; 1.086 militari e civili addetti ai servizi di sicurezza (fra cui 293 corazzieri) che lavorano al Quirinale ma restano alle dipendenze delle rispettive amministrazioni (Ministeri dell'Interno, dell'Economia, della Difesa). L'obiettivo è di avere solo personale di ruolo, restituendo l'altro personale ai rispettivi enti. Per i dipendenti di ruolo é stato confermato il blocco del turn-over fino alla fine dell'anno, quando sarà fissata la pianta organica e di fronte ad eventuali vuoti da coprire, è già deciso, non si procederà più per chiamata diretta, ma con concorso pubblico. Intanto il capo dello Stato ha preso un'altra rilevante decisione: ha abrogato il cosiddetto 'decreto Pertini' che in tutti questi anni ha agganciato gli stipendi del Quirinale alle retribuzioni del Senato. Si apre così per i dipendenti del Quirinale la prospettiva di contrattare in proprio stipendi e stato giuridico. Le cifre del bilancio di previsione sono state rese note, lo scorso gennaio, per la prima volta nella storia della Repubblica.
La previsione di spesa per il 2007 è di 235 milioni di euro (87,6% per il personale, 11,6 per l'acquisto di beni e servizi). Già nel 2005 il presidente Carlo Azeglio Ciampi aveva messo un freno alla dilatazione delle spese, fissando un tetto del 3,5 %. Napolitano ha mantenuto il vincolo. Ma è evidente che vuole andare a tagli di spese più sostanziali, come si evince anche dallo stile di sobrietà e di economia a cui ha improntato questo suo primo anno al Colle. |