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Ucciso un ostaggio sudcoreano scaduto l’ultimatum per gli altri |
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Written by News Editor
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Thursday, 26 July 2007 |

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Un ostaggio sudcoreano è stato ucciso, mentre si tinge di giallo l’annunciata e poi smentita liberazione di altri otto poveretti nelle grinfie dei talebani. In Afghanistan la guerra degli ostaggi continua con un nuovo ultimatum per il sequestro dei 23 sudcoreani che scadeva la scorsa notte, le 22.30 in Italia. Il solito megafono dei tagliagole islamici, Qari Mohammed Youssef, giura che questa volta è l’ultimo: «Se le nostre richieste non saranno rispettate uccideremo altri ostaggi».
Il corpo della prima vittima è stato trovato ieri in una zona desertica della provincia di Ghazni, a sud di Kabul, dove il gruppo di volontari cristiani era stato rapito la scorsa settimana. Il portavoce dei talebani ha ovviamente parlato di esecuzione, perché il governo afghano cerca di prendere tempo sulla richiesta di rilascio dei prigionieri talebani in cambio degli ostaggi. La polizia locale ha confermato di aver trovato il cadavere di un uomo crivellato da almeno una decina di proiettili alla testa, sul petto e nello stomaco. Il colonnello Abdul Shakoor Farahi, capo della polizia nell’area, ha però spiegato che i talebani gli hanno sparato «perché si era ammalato e non riusciva a camminare». Dopo la tragica notizia sembrava che la situazione potesse migliorare, quando un’agenzia di stampa sudcoreana ha annunciato la liberazione di otto ostaggi, che sarebbero stati accolti in una delle basi americane nella provincia di Ghazni. Poi, sia i talebani che le autorità di Kabul, hanno smentito la notizia, che però ha continuato a circolare trasformandosi in un giallo non ancora chiarito. I 23 ostaggi sono stati divisi in piccoli gruppi e non è escluso che qualcuno sia stato liberato, con le buone o con le cattive, ma che non si vuole pubblicizzare la storia per evitare ritorsioni o irrigidimenti sugli altri sud coreani nelle mani dei tagliagole. La mediazione langue perché i talebani vorrebbero trattare direttamente con la delegazione di Seul giunta in Afghanistan, la richiesta di uno scambio di prigionieri con almeno otto loro comandanti, in gran parte originari della zona di Ghazni. Dopo una mattinata convulsa i talebani hanno annunciato la quarta estensione dell’ultimatum. «Abbiamo fissato un nuovo ultimatum, all’una di questa notte (le 22.30 di ieri sera in Italia, nda |