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La replica di Mosca a Londra Via quattro diplomatici britannici |
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Written by News Editor
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Saturday, 21 July 2007 |
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Mosca Chi la fa, l’aspetti. Mosca non ha perso tempo e all’espulsione, decisa da Londra, di quattro diplomatici russi ha risposto con l’allontanamento di altrettanti diplomatici britannici. Il provvedimento sarà preso entro dieci giorni ma non giunge da solo. La Russia ha anche disposto il blocco della cooperazione con la Gran Bretagna, in materia di lotta al terrorismo e sospenderà il rilascio di visti a funzionari britannici.
In seguito «ai gesti poco amichevoli della Gran Bretagna», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, «e finché non riceveremo chiarimenti, i nostri funzionari non chiederanno visti britannici e le richieste dei loro (funzionari britannici, ndr) non saranno esaminate». Kamamynin, al pari di quanto dichiarato nei giorni scorsi dal capo della diplomazia di Londra, David Miliband, a proposito dell’espulsione dei funzionari russi («Si tratta di una situazione che il governo avrebbe preferito evitare, ma non avevamo altra scelta»), ha escluso la colpevolezza del proprio Paese nel dar fuoco alla miccia della questione. «Non è stata Mosca a cercare lo screzio», ha sottolineato Kamynin, «i nostri passi hanno un carattere ben mirato».
La mossa del governo Brown era stata lanciata lunedì scorso, per rispondere al rifiuto del Cremlino di estradare Andrei Lugovoi, il principale sospettato dell’omicidio dell’ex colonnello del Kgb, Alexander Litvinenko. Un caso, quello della morte dell’ex agente dei servizi segreti russi, che continua ad appesantire il braccio di ferro tra i due Paesi e che potrebbe seriamente compromettere anche le relazioni tra la Russia e l’Unione europea, già scricchiolanti. L’inviato di Mosca presso l’Ue, Vladimir Chizov, ha respinto le accuse europee di mancata collaborazione russa con le autorità britanniche sul caso dello 007 avvelenato. «Agli inquirenti britannici», ha detto all’agenzia “Interfax”, «è stato possibile venire in Russia, mentre ai russi è stato impedito il contrario, per un certo tempo». Chizov ha poi definito una «spiacevole sorpresa» le stigmatizzazioni indirizzate alla Russia dalla presidenza portoghese dell’Ue, che ha espresso delusione per la mancata collaborazione di Mosca con Londra.
Amarezza anche dal Foreign Office. «Siamo delusi che il governo russo non abbia segnalato nessuna nuova cooperazione nel caso dell’estradizione di Lugovoi, per il presunto assassinio di Alexander Livtinenko», ha precisato Miliband, che ha etichettato l’espulsione del Cremlino come, «completamente ingiustificata». Il ministro degli Esteri inglese, si è detto «confortato dal fatto che nelle ultime 36 ore la comunità internazionale, i Paesi europei, l’Unione europea nel suo insieme e gli Stati Uniti, abbiano espresso dichiarazioni così positive sulla necessità di difendere l’integrità del sistema giudiziario britannico». Chi si è abbandonato all’ottimismo, invece, è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che si è detto «convinto che risolveremo questa mini crisi» con Londra. «Penso che le relazioni russo-britanniche torneranno alla normalità», ha aggiunto il leader del Cremlino, per il quale le due parti dovrebbero ispirare la loro condotta «ad un sano buon senso», prendendo in considerazione rispettivi interessi e leggi. «Allora, tutto andrà per il meglio».
Sulla crisi diplomatica tra Russia e Gran Bretagna in merito al caso Litvinenko, è intervenuto anche il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice. «La Russia dovrebbe soddisfare la richiesta di estradizione e cooperare pienamente», ha affermato il braccio destro di Bush, in un’intervista rilasciata all’emittente satellitare britannica “Sky News”, «è stato commesso un crimine terribile sul suolo britannico. La Gran Bretagna deve trovare e perseguire i responsabili, si tratta di una questione che investe il rispetto della legge, nulla a che vedere con questioni politiche». |