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Giappone, neo allarme per fuga radioattiva |
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Written by News Editor
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Wednesday, 18 July 2007 |
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Tokyo Al primo allarme, se n’è aggiunto un altro. Il terremoto che ha investito e piegato la regione giapponese di Niigata, provocando 9 morti e oltre mille feriti, ha danneggiato la più grande centrale nucleare al mondo, quella di Kashiwazaki-Kariwa, situata nella parte nord-occidentale del Paese. I guai più grossi partono proprio da qui. Dopo l’incendio dell’impianto e la conseguente fuga di acqua radioattiva, ieri il bilancio dei danni si è aggravato. La “Tepco” (Tokyo Electric Power Co), la compagnia che detiene e gestisce la centrale, ha ammesso un’ulteriore perdita di materiale radioattivo da un secondo reattore. Si tratta di una fuoriuscita di iodio, cobalto e cromo dal reattore numero 7 dell’impianto che, però, sarebbe al di sotto del limite massimo consentito, stando a quanto riferito dalla “Jiji Press”.
Nella centrale, inoltre, sono stati rinvenuti scoperchiati, alcuni bidoni contenenti rifiuti tossici. Un responsabile del governo locale, Masahide Ichikawa, ha precisato che sono in corso indagini per stabilire se c’è stata un’ulteriore fuga radioattiva. In base alle prime ricostruzioni della dinamica dell’incidente, almeno cento fusti erano impilati uno sull’altro e alcuni sono caduti per la forte scossa. Dal canto suo, il portavoce della compagnia proprietaria della centrale nucleare, Kensuke Takeuchi, ha confermato quanto riferito dalle autorità locali, ma non ha fornito ulteriori dettagli sull’eventuale perdita di materiale radioattivo dai bidoni. Già il sisma di lunedì, di magnitudo 6,8 della scala Richter, aveva causato la fuoriuscita di acqua radioattiva dal reattore numero 6 e un incendio che aveva causato un black out elettrico nell’impianto. Il governo giapponese ha ordinato alla “Tepco” di sospendere le attività di tutti e sette i reattori della centrale di Kashiwazaki, fino a quando non sarà in grado di dimostrare la sicurezza dei suoi impianti. La compagnia è accusata di non aver reagito appropriatamente all’incendio e alla fuga radioattiva. Secondo il ministero del Commercio nipponico, infatti, la società non ha preso le misure adeguate per garantire il funzionamento in sicurezza del reattore.
Dopo l’incidente, “Greenpeace” ha rinnovato la propria denuncia sui pericoli connessi all’uso di energia nucleare. «Le centrali nucleari possono essere attaccate da diversi fronti: naturali o umani. Il rischio di terremoti è reale in Giappone e altrove», ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di “Greenpeace Italia”. Il problema, secondo l’Ong, non è legato soltanto alle nuove centrali nucleari, ma anche e soprattutto agli investimenti che vengono fatti per prolungare la vita di vecchi impianti che sono inevitabilmente insicuri. Negli anni, “Greenpeace” in Giappone è entrata in azione soprattutto contro operazioni di trasporto pericoloso di scorie nucleari ed in occasione di precedenti incidenti. «Inizialmente», scrive l’organizzazione non governativa in un comunicato, «l’industria nucleare giapponese (Tepco, ndr) ha mentito, tacendo l’incidente, e poi sminuito le conseguenze dell’accaduto. Non è la prima volta che succede. C’è un parallelo con l’incidente alla centrale nucleare di Kummel, in Germania, dello scorso giugno. In quel caso, i responsabili hanno sostenuto che l’incendio non aveva causato problemi. Tuttavia, anche l’autorità nucleare tedesca ha ammesso che erano stati causati malfunzionamenti che hanno messo il reattore a serio rischio». |