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Usa, la Camera vota il ritiro dall'Iraq |
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Written by News Editor
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Friday, 13 July 2007 |
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Prosegue il braccio di ferro con Bush: i leader democratici sono riusciti a far passare una legge che richiede il ritiro delle truppe dall’Iraq fra quattro mesi
Dopo il discorso del presidente degli Stati Uniti George W. Bush sull’Iraq, i leader democratici alla Camera dei deputati sono riusciti a far passare una legge che richiede che il ritiro delle truppe dall’Iraq inizi entro 120 giorni, per completarsi entro il primo aprile 2008. Nel testo è previsto che un impegno militare americano sul territorio iracheno prosegua poi in modo molto ridotto per addestrare l’esercito locale, proteggere le proprietà americane e scovare i terroristi di Al Qaeda.
È uno sgambetto al presidente Bush, che nella mattina di giovedì, commentando in una conferenza stampa alla Casa Bianca un rapporto preliminare sull’andamento delle operazioni in Iraq, aveva messo in chiaro che un ritiro delle truppe in questo momento sarebbe «disastroso», foriero di «massacri orribili» e di nuovi pericoli per gli Stati Uniti e l’Occidente. Anche se «l’America è stanca della guerra», anche se i politici di Washington vorrebbero chiudere subito per interessi elettorali il capitolo della guerra, «quando cominceremo a ridurre la presenza militare - ha detto Bush - sarà perché i nostri comandanti diranno che ci sono le condizioni sul campo per farlo». Non perché lo dicono gli esperti di sondaggi, aveva aggiunto.
Tuttavia il governo di Baghdad ha compiuto, lo dice il rapporto, passi avanti soddisfacenti solo su otto dei diciotto obiettivi prefissati. Non solo, nel rapporto c’è un’accusa gravissima alla Siria, che garantirebbe un flusso di kamikaze di al-Qaida: attraverso il confine ne arriverebbero ogni mese tra i cinquanta e gli ottanta. E nonostante alcuni progressi fatti dal governo di Nouri al Maliki, la «situazione in Iraq è complessa ed estremamente difficile», il «quadro economico è instabile» e di riconciliazione tra i gruppi etnici del Paese non si può neppure parlare. Il commento del presidente della camera Nancy Pelosi è stato: «Dal rapporto traspare che nemmeno la Casa Bianca può concludere che ci siano stati progressi significativi». |