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Iraq, il New York Times attacca Bush |
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Written by News Editor
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Monday, 09 July 2007 |


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La stabilizzazione dell’Iraq è una causa perduta e quindi se non si vuole peggiorare la situazione «è giunta l’ora per gli Stati Uniti di lasciare l’Iraq senza alcun ulteriore rinvio tranne che per il tempo necessario al Pentagono per organizzare un ritiro ordinato». Lo scrive il New York Times oggi in edicola in un editoriale che punta il dito senza mezzi termini contro le scelte del presidente George W. Bush.
«Come molti americani - scrive il giornale - abbiamo rinviato il momento di trarre le conclusioni, aspettando il segnale che il presidente Bush stesse seriamente cercando di tirare fuori gli Stati Uniti dal disastro da lui stesso creato con l’invasione dell’Iraq senza una ragione sufficiente, contro l’ostilità internazionale, e senza un piano per stabilizzare il Paese in seguito». Secondo il Nyt da allora è emerso che Bush «non ha nè l’idea ne i mezzi per farlo», e ora, «è terrificantemente chiaro che il piano di mr. Bush è restare fino alla fine della sua presidenza scaricando il caos sul suo successore. Qualunque fosse la sua motivazione, è andato persa».
L’editoriale del giornale sostiene che «continuare a sacrificare le vite dei soldati americani è sbagliato». Il Nyt non si nasconde che il ritiro delle truppe Usa potrebbe condurre «a una situazione più sanguinosa e caotica in Iraq e in tutta la regione», ma «mantenere le truppe in Iraq farà solo peggiorare le cose».
Il Nyt si scaglia anche contro la principale motivazione che secondo Bush giustificherebbe la presenza delle truppe Usa in Iraq: il rischio di «una guerra civile», «Quella guerra infuria proprio ora», scrive l’autorevole testata, «e occorreranno anni perchè si estingua». «È probabilmente irrealistico», ritenere di poter completare il ritiro «in meno di sei mesi», scrive il Times sostenendo però che «la decisione politica dovrebbe essere presa ora così come dovrebbero essere fissata ora la data del ritiro». |