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Padre Bossi è vivo, ci sono le foto’ |
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Written by News Editor
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Saturday, 07 July 2007 |


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di Flavia Ressmann ROMA — Spuntano delle foto e una registrazione audio che, se risultassero autentiche, dimostrerebbero che padre Giancarlo Bossi, sia pure leggermente dimagrito e con la barba più lunga, è vivo.
Circolate, in questi giorni, tra i mezzi di informazione filippini, le fotografie — recapitate anche al superiore del Pime nelle Filippine, padre Sandalo — sono ora al vaglio dell'Unità di crisi della Farnesina che sta effettuando le doverose verifiche di autenticità. È essenziale stabilire con certezza la data in cui sono state scattate per poter dire che il missionario di Abbiategrasso, rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine, è vivo e sta bene. Gli scatti sono tre. Padre Bossi, che indossa una polo a strisce azzurre e ciabatte infradito rosse, in due ha in mano una radio e viene ripreso in una zona di folta vegetazione. Le foto potrebbero essere state scattate con un telefono cellulare e, quindi, fatte arrivare a un confratello di padre Bossi. «Queste foto — ha detto a padre Gian Battista Zanchi, Superiore generale del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) — sono la prova che padre Bossi è vivo. Tutti i confratelli che hanno visto le foto concordano nel dire che sono recenti e che sono state sicuramente scattate dopo il rapimento. Padre Giancarlo appare dimagrito». La responsabile dell'Unità di crisi, Elisabetta Belloni, ha esortato i giornalisti alla «discrezione, al fine di consentire accurata verifica e controllo». Un appello a cautela e discrezione è stato lanciato anche dal viceministro degli Esteri, Franco Danieli. «Ancora non ci sono rivendicazioni credibili e verificabili che possano dire che si è aperto un canale ufficiale di trattative» con i rapitori. Ma a Manila — tra le autorità istituzionali e i vertici dell'esercito filippini — aleggia un «cauto ottimismo». Raggiunta telefonicamente dall'ANSA, l'ex sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, inviata dal Governo italiano nelle Filippine per facilitare il ritorno a casa del sacerdote, dice: «I massimi vertici dello Stato delle Filippine hanno messo in atto tutto quanto in loro potere per arrivare alla liberazione del missionario italiano». Lo ha assicurato a Boniver il presidente Gloria Arroyo. Sono stati il ministro della Difesa Norberto Gonzales ed il comandante delle Forze armate filippine, Hermogenes Esperon, ad illustrare a Boniver il dispiegamento, in dettaglio e con tanto di cartina geografica, degli oltre 1000 soldati e 200 poliziotti che pattugliano senza sosta l'isola di Mindanao alla ricerca di tracce di padre Bossi. «I vertici militari filippini sono ragionevolmente sicuri — ha dichiarato Boniver — che il nostro missionario si trovi in una certa area, non molto distante» da dove è stato prelevato con la forza da uomini armati mentre si apprestava a recitare la messa. Allo stesso tempo «sono ragionevolmente sicuri che i rapitori siano dei fuoriusciti del Milf» e non qaidisti. Al capo dello Stato Boniver ha consegnato una lettera del ministro D'Alema in cui, ha riferito il sottosegretario, «si ringrazia» per l'impegno profuso per la liberazione di padre Bossi e «si auspica il ripristino del comitato ad hoc di collegamento tra governo di Manila e il Fronte Moro». |