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Blindati a Gaza: spari tra i profughi |
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Written by News Editor
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Wednesday, 06 June 2007 |
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Nell'anniversario della Guerra dei Sei Giorni, Israele si ritrova oggi nuovamente impantanata anche a Gaza, da dove pure era riuscita a ritirare i suoi soldati.
Ieri circa 15 carri armati, accompagnati da altri mezzi blindati della compagnia "Golan" e diversi bulldozer hanno solcato di nuovo le strade dell'enclave costiera palestinese, tra Rafah e Khan Yunes. L'incursione è arrivata circa a un chilometro all'interno del territorio palestinese, e i miliziani non hanno fatto fuoco contro i soldati. Soprattutto, fanno notare gli israeliani, perché il terreno scoperto impediva un attacco della guerriglia. Protetti dai carri e dai blindati, i bulldozer si sono messi al lavoro spianando il terreno, e togliendo così ai guerriglieri palestinesi ripari e nascondigli nei pressi del confine con Israele: «Un'operazione di routine», assicurano i portavoce di Tsahal, le forze armate israeliane: «Serve a sventare futuri attacchi terroristici e a raccogliere informazioni». Ma l'operazione ha anche un significato politico: dimostrare a Hamas, e anche al presidente Abu Mazen, che il governo Olmert ha ancora la volontà e la capacità di una reazione militare agli attacchi continui che arrivano da Gaza, nonostante sia indebolito politicamente dalle accuse della Commissione d'inchiesta sulla guerra in Libano. Una carta che il premier israeliano vuole calare subito sul tavolo del suo vertice con il presidente Abu Mazen, giovedì prossimo a Gerico. Il leader palestinese dovrebbe chiedere a Olmert di sbloccare i fondi delle tasse raccolte per conto dell'ANP, congelati dal momento dell'ascesa di Hamas al governo, nel marzo 2006. A preoccupare il governo di Tel Aviv anche l'infiammata situazione libanese, dove l'esercito già impegnato a combattere i terroristi di Fatah Al Islami nel campo profughi palestinese di Tripoli, Nahr El Bared, si trova a fronteggiare la sollevazione islamica in un altro campo profughi, Ain al-Hilweh, a sud di Beirut, il più grande del Libano. Ieri negli scontri sono morti due soldati, due militari governativi e due miliziani del gruppo integralista Jund Al-Sham, anch'esso vicino ad Al Qaeda. Proprio con l'occhio al focolaio libanese, Israele riapre la partita diplomatica con la Siria, per l'eventuale ripresa di negoziati di pace. Una delegazione israeliana, guidata dal ministro dei Trasporti Shaul Mofaz, ne discuterà a Washington in settimana con gli americani, e poi Olmert ne parlerà con Bush il 19 giugno, a Washington. |