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Mortai di Hamas tra Gaza e Israele |
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Written by News Editor
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Tuesday, 05 June 2007 |
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TEL AVIV/ GAZA - Un attacco dei mortai di Hamas contro il valico di Erez fra Gaza ed Israele e lanci sporadici di razzi contro insediamenti israeliani nel Neghev occidentale (bilancio complessivo, quattro soldati feriti) hanno confermato che resta ancora in alto mare lo sforzo per realizzare una nuova tregua israelo-palestinese.
Nei prossimi giorni il premier Ehud Olmert e il presidente Abu Mazen dovrebbero tornare ad incontrarsi, probabilmente in Cisgiordania. Ma le speranze che dall'incontro possa giungere una intesa sono molto basse: lo stesso Mohammed Dahlan, massimo consigliere di sicurezza di Abu Mazen, ha detto che Hamas cerca di fare da padrone a Gaza. «Hamas ha aggiunto ritiene di aver conquistato un potere militare assoluto a Gaza, crede di potere anche colpire i servizi di sicurezza anche dipendono da Abu Mazen e da al-Fatah». Hamas, da parte sua, mantiene un atteggiamento di sfida. «Sul tavolo non c'è alcuna proposta di cessate il fuoco con Israele" ha detto il portavoce Sami Abu Zuhri, commentando informazioni stampa relative ad una asserita mediazione del Qatar fra il movimento islamico e lo stato ebraico. Un altro dirigente di Hamas, Halil el-Haya, ha confermato che il suo movimento intende mettere radici sempre più profonde e ha anticipato che alle prossime elezioni presidenziali presenterà un proprio candidato che si misurerà con quello di al-Fatah. In questo contesto la carta vincente per al-Fatah potrebbe tornare ad essere Marwan Barghuti, il suo leader politico tenuto in Israele dietro le sbarre per essere stato giudicato responsabile di attentati terroristici, fra cui una strage in un ristorante di Tel Aviv. Non è migliore la situazione in Libano dove l'esercito libanese ha bombardato con l'artiglieria pesante e i carri armati i miliziani di Fatah al Islam che rimangono asserragliati nel campo profughi palestinese di Nahr al Bared e che continuano a resistere; mentre il comando delle forze armate ha ammesso che dall'inizio dell'offensiva venerdì scorso sono rimasti uccisi nove soldati, tra cui un ufficiale. Sale così a 44 il numero dei militari che hanno perso la vita negli scontri iniziati il 20 maggio con i miliziani del gruppo fondamentalista che si ispira ad al Qaida, e che dal canto suo afferma di aver perso in tutto "solo cinque giovani combattenti" in 15 giorni. Secondo fonti di stampa i miliziani uccisi sarebbero invece almeno 36. Le vittime tra i civili dovrebbero essere una ventina. |