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Erano tutti talebani in fuga dalle truppe afghane le 60 persone morte quando un'imbarcazione si è rovesciata in un fiume nell'Afghanistan meridionale. Lo ha reso noto ieri il ministero della Difesa afghano, mentre alcune fonti citate dall'agenzia Pajhwok Afghan News affermano che il naufragio è stato provocato da bombardamenti della forza internazionale.
«Secondo le informazioni ricevute, tutti coloro che erano a bordo erano talebani e sono morti», ha detto ai giornalisti a Kabul il portavoce del ministero, generale Mohammad Zahir Azimi. Il naufragio era avvenuto mentre i guerriglieri cercavano di sfuggire alle truppe regolari afghane impegnate, con l'appoggio della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) della Nato, in un'operazione nella turbolenta provincia di Helmand. Secondo l'agenzia Pajhwok, il portavoce del ministero ha spiegato che i talebani volevano lasciare il distretto di Sangin per rifugiarsi oltre il fiume. Alcuni residenti e la polizia locale, citati dall'agenzia, hanno riferito dal canto loro che l'imbarcazione, con circa 60 talebani a bordo, è affondata nel distretto di Kajaki dopo essere stata bombardata da caccia della Nato. Sempre stando alla Pajhwok, un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha tuttavia smentito la morte di guerriglieri integralisti islamici, sostenendo che tutte le vittime sono civili. I talebani hanno rinnovato ieri le minacce di imboscate, attacchi suicidi e attentati dinamitardi contro le truppe che operano sotto il comando della Nato e delle forze Usa (circa 50.000 militari in tutto), in coincidenza con notizie secondo cui la Gran Bretagna starebbe preparando il ritiro completo delle sue truppe dall'Iraq entro il 2008, con l'obiettivo di rafforzare la propria presenza in Afghanistan. Il portavoce dei talebani, parlando al telefono con la Reuters, ha preannunciato una "massiccia" offensiva e ha ammonito i civili a «stare alla larga dai convogli, dalle basi e dalle aree dove si concentrano» i militari stranieri. Ieri un soldato della forza internazionale, la cui nazionalità non è stata precisata, e un interprete afghano sono rimasti uccisi in un attacco contro un convoglio che ha anche causato il ferimento di altri sette soldati, secondo l'Isaf. L'imboscata sarebbe avvenuta nella provincia del Nuristan, alla frontiera con il Pakistan. Una bambina di cinque anni è stata uccisa da colpi d'arma da fuoco sparati da militari della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) in un villaggio nella provincia di Khost, nell'Afghanistan orientale. Lo ha riferito un portavoce della polizia locale, Wazir Badshah, citato dall'agenzia afghana Pajhwok. L'incidente è avvenuto nel villaggio di Baloch, quando i soldati dell'Isaf, che operano sotto il comando della Nato, hanno sparato colpi di avvertimento in direzione di un taxi bianco che si stava avvicinando a forte velocità al loro convoglio e che non ha risposto al segnale di stop. Uno dei colpi ha raggiunto, ferendola a morte, una bambina che si trovava nei paraggi, secondo il portavoce della polizia. I talebani hanno minacciato di decapitare un medico e tre infermieri afghani rapiti due mesi fa, se il governo di Kabul non restituirà loro le spoglie del mullah Dadullah, uno dei principali capi ribelli ucciso recentemente dalle forze della coalizione. «Se il governo non ci restituisce il corpo di Dadullah entro tre giorni, li decapiteremo» ha detto un portavoce dei talebani, Shohbudin Atal precisando che l'ultimatum scadrà domani alle 20 locali. |