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La Bhutto lancia a Musharraf il guanto di sfida |
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Written by News Editor
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Sunday, 11 November 2007 |
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Beirut
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«Dobbiamo lottare uniti contro la dittatura», ha esordito Benazir Bhutto dopo aver rotto l’“assedio” imposto per 24 ore dalle forze di sicurezza pachistane alla sua casa di Islamabad. La battagliera leader dell’opposizione ha lanciato il suo guanto di sfida al presidente-generale Pervez Musharraf. L’idea è «una marcia della democrazia» che tocchi le grandi città pachistane.
Fino a quando non verrà tolto lo stato di emergenza, non sarà fissata la data delle elezioni in gennaio e Musharraf non appenderà la divisa al chiodo non ci saranno compromessi.
La Bhutto ha lanciato un appello diretto alla gente: «Chiedo a tutta la popolazione di unirsi a noi in questa battaglia per la democrazia». Martedì prossimo parteciperà, se non la arresteranno di nuovo per un giorno come è successo 48 ore fa, alla manifestazione di protesta che partirà da Lahore, una grande città pachistana. L’intenzione degli oppositori è di dar vita a «una marcia per la democrazia» che dovrebbe raggiungere in varie tappe Islamabad, la capitale del Pakistan.
Il rischio che vada a finire male, ovvero in un bagno di sangue per la repressione delle forze di sicurezza o la strategia del terrore di Al Qaida, è molto alto. Ieri, l’ambigua eroina del Partito popolare ha tastato il terreno partecipando a una manifestazione di protesta dei giornalisti pachistani contro le restrizioni nei confronti della stampa dettate dallo stato di emergenza. Tre giornalisti inglesi del quotidiano Daily Telegraph hanno ricevuto l’ordine di lasciare il Paese nel giro di 72 ore a causa di un articolo irrispettoso nei confronti di Musharraf.
«Sono venuta per testimoniare la mia solidarietà. Deploro le restrizioni», ha affermato la Bhutto alla manifestazione per la libertà di stampa. Alla fine ha dichiarato «guerra alla dittatura». Poi l’ex primo ministro ha cercato di raggiungere l’abitazione di Iftikhar Muhammad Chaudhry, il presidente della Corte suprema agli arresti domiciliari, acerrimo rivale di Musharraf. È stata probabilmente la ventilata possibilità che Chaudry invalidasse l’elezione a capo di Stato di Musharraf, il 6 ottobre scorso, a scatenare lo stato d’emergenza. |