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Ancora "molto da fare" per l'ingresso della Turchia nell'Ue |
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Written by News Editor
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Tuesday, 06 November 2007 |
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Beirut
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Il commissario all'allargamento denuncia i limitati progressi del paese. Urgenti riforme sulla libertà di espressione e tutela delle religioni
La Turchia è ancora lontana dall'obiettivo di adesione all'Unione europea. Nonostante il paese abbia avuto i "primi progressi istituzionali", con l'elezione di un presidente moderato, e sia uscita dalla crisi politica con "istituzioni democratiche rafforzate", ad Ankara "rimane ancora molto da fare perchè faccia il suo ingresso nell'Unione europea". Ad affermarlo è stato il commissario europeo per l'allargamento Olli Rehn, durante la presentazione dell'annuale documento sulle politiche di allargamento comunitarie a Bruxelles.
Il commissario finlandese ha denunciato i limitati progressi della Turchia nel raggiungimento dei requisiti necessari all'adesione al "club" comunitario. In particolare, Bruxelles attende urgenti riforme in tema di libertà di espressione, di lotta alla corruzione, diritti di libertà delle minoranze religiose e per la minoranza curda e di controllo dell'esercito da parte del potere politico. Dito puntato contro l'ormai famoso articolo 301 del codice penale, che definisce il reato di vilipendio allo stato turco e che Ankara deve affrettarsi a modificare "senza ritardi". In base al citato articolo il Premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk venne incriminato nel 2005 per aver rilasciato alcune dichiarazioni sul massacro, fatto da parte di Turchi, di cittadini armeni e curdi in Anatolia durante la prima guerra mondiale.
"Non e' accettabile per una democrazia europea che gli intellettuali, ma anche la gente comune, siano incriminati solo per aver espresso un' opinione critica non violenta". Rehn ha poi invitato gli stati membri a "rispettare" gli impegni assunti nei confronti del paese, i cui negoziati di adesione si sono ufficialmente aperti il 3 ottobre del 2005 a Lussemburgo. |