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M.O., vertice Olmert-Abbas: clima buono, risultati scarsi |
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Written by News Editor
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Saturday, 27 October 2007 |
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Beirut
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Roma, 26 ott (Velino) - Si è concluso a Gerusalemme il dodicesimo vertice tra il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas. I due leader erano accompagnati dal ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni e dal capo negoziatore per l’Anp, Abu Ala.
Livni e Ala sono incaricati di guidare le rispettive delegazioni ai colloqui di pace di Annapolis, la cittadina del Maryland scelta dall’amministrazione Bush per ospitare il vertice. L’incontro tra Olmert e Abbas, oggi insieme a pranzo, si è svolto, riferisce il Jerusalem Post, in un clima molto cordiale. I giornalisti hanno notato le strette di mano e le pacche sulle spalle ma resta da capire l’esito effettivo della colazione di lavoro. Secondo gli osservatori, Israele accuserebbe l’Anp di non essere in grado di garantire il controllo della sicurezza in Cisgiordania, mentre i palestinesi recriminerebbero contro il mancato ammorbidimento del regime di occupazione militare chiedendo meno posti di blocco e la fine delle violazioni della road map. Al momento non è dato capire se le parti abbiano raggiunto un accordo sulla via di Annapolis, il che permetterebbe al segretario di Stato americano Condoleezza Rice di fissare una data per il vertice, inizialmente previsto per il mese di novembre. Dalla Striscia di Gaza intanto, il deposto premier di Hamas, Ismail Haniyeh, è tornato a criticare l’intesa tra i due leader, definendo i loro incontri “una copertura per la continua aggressione del popolo palestinese”.
Tra continui lanci di razzi Qassam da Gaza su Sderot ricambiati da numerose incursioni israeliane con obiettivo uomini di Hamas e della Jihad islamica - oggi almeno sei palestinesi sono rimasti uccisi nella Striscia -, ieri il titolare della Difesa, Ehud Barak, ha deciso che ad ogni nuovo Qassam che cadrà su Israele corrisponderà un periodo di taglio dell’energia fornita a Gaza. Al riguardo, oggi Olmert ha assicurato Abbas che Israele non provocherà una crisi umanitaria. Curiosamente, proprio ieri il capo dell’Anp ha riferito che “ci cono incontri in corso tra Hamas e Israele al valico di Erez e in altre località” per porre fine al blocco delle merci e del transito di persone tra le due entità. Prontamente smentita dagli israeliani e dal movimento islamico, la notizia è in apparente contraddizione con quella sul taglio dei rifornimenti; ma non con la storia del Medio Oriente che ha ormai abituato gli osservatori a scontri aperti tra le stesse parti impegnate in contemporanea in negoziati segreti (vedi Oslo e Ginevra). È difatti del giorno prima l’annuncio del numero due del partito laburista e ministro senza portafogli del gabinetto Olmert, Ami Ayalon, secondo cui Israele, a certe condizioni, dovrebbe includere Hamas ai colloqui di Annapolis. L’unica notizia positiva che giunge dall’area – ma che non stacca i biglietti per il Maryland – riguarda Nablus. Il cui governatore, Jamal Muhaisel, ha annunciato che nel giro di tre settimane dispiegherà alcune centinaia di poliziotti per consolidare l’autorità palestinese sulla città.
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