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«È tempo di agire contro i ribelli curdi» |
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Written by News Editor
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Monday, 22 October 2007 |
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Beirut
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ANKARA - «È tempo di agire». Sulla questione dei ribelli curdi che operano al confine tra la Turchia e l'Iraq Tayyip Erdogan non usa mezzi termini. Il premier turco ha fatto sapere che la pazienza di Ankara è agli sgoccioli e che il suo Paese ha tutto il diritto di difendersi. «Non abbiamo bisogno del permesso di nessuno» ha detto Erdogan al Times, accusando anche il governo iracheno di proteggere i guerriglieri e gli Stati Uniti di armarli.
«In più occasioni abbiamo detto al presidente Bush quanto siamo sensibili su questa questione» ha detto il premier, «senza tuttavia ottenere alcun risultato positivo. Se un Paese vicino offre riparo al terrorismo, il diritto internazionale ci riconosce delle prerogative e per esercitarle non abbiamo bisogno di aspettare il permesso di nessuno». L'azione militare, ha aggiunto, potrà essere evitata se gli americani e gli iracheni espelleranno il Pkk e chiuderanno i campi di addestramento della guerriglia separatista.
IMPEGNO USA - Gli Stati Uniti sono «impegnati a lavorare con la Turchia e l'Iraq» per far fronte alla crisi creata dagli attacchi del Pkk. Lo ha detto alla Casa Bianca il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Gordon Johndroe, ribadendo l'impegno di Washington.
PKK-IRAQ - Il presidente dell'Iraq, Jalal Talabani, di etnia curda, ha affermato di avere avuto assicurazioni dai dirigenti del Pkk che l'organizzazione separatista curda sospenderà le sue azioni armate da lunedì sera. Nel frattempo centinaia di curdi sono scesi in piazza a Kirkuk per protestare contro l'offensiva militare turca.
RAPITI OTTO SOLDATI - E ci sarebbe proprio il Pkk dietro la cattura di otto soldati turchi. Le forze armate turche hanno confermato che otto soldati risultano dispersi lasciando intendere che essi potrebbero essere stati rapiti domenica a Yuksekova, nella provincia di Hakkari, durante l'attacco del Pkk che ha fatto saltare un ponte al passaggio di un convoglio dell’esercito formato da dodici veicoli: 17 militari turchi e un'altra ventina sono rimasti feriti. Lo rende noto l'agenzia turca Anadolu. «Non riusciamo a stabilire un contatto con otto soldati dispersi», afferma un comunicato dello stato maggiore turco, lasciando intendere che potrebbero essere stati fatti prigionieri dai curdi. Nell'offensiva turca seguente allo scontro 34 miliziani curdi sono stati uccisi.
APPELLO DI D'ALEMA - Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha lanciato un «appello alla Turchia affinché eviti operazioni militari massicce all'interno del territorio iracheno. Comprendiamo le preoccupazioni della Turchia e anche il fatto che la Turchia è colpita da attacchi militari terroristici e che questa situazione è intollerabile», ha detto D'Alema a margine di un convegno a Bari. «Ma è evidente che se inizieranno operazioni militari su larga scala nel territorio iracheno, questo sarà un ulteriore elemento di destabilizzazione dell'Iraq». |