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Liberati o no? E' giallo sui sacerdoti rapiti |
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Written by News Editor
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Tuesday, 16 October 2007 |
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Beirut
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Roma, 15 ottobre 2007 - I due sacerdoti cattolici rapiti sabato scorso in Iraq, mentre si stavano recando nel quartiere di Hay Al-Thawra nella città di Mosul, sarebbero stati rilasciati ieri: lo rende noto Aina, l'agenzia di stampa internazionale assira, rilanciata dal Sir, l'agenzia della Conferenza episcopale italiana.
Non è stato comunicato se sia stato pagato un riscatto per il rilascio di padre Mazin Esho (35 anni) e padre Piyous Affas (60), sequestrati da sconosciuti sabato scorso, per i quali ieri all'Angelus Benedetto XVI aveva invocato la liberazione.
LA SMENTITA
L'arcivescovo siro-cattolico di Mosul ha smentito la notizia della liberazione dei due sacerdoti rapiti nella città irachena, che era stata diffusa questa mattina dall'agenzia di stampa Aina (Assyrian international news agency).
«Per quanto mi risulta i due padri Pius Afas e Mazen Ishoa sono ancora nelle mani dei loro rapitori», ha detto monsignor Basile Georges Casmoussa, contattato dall'agenzia stampa MISNA nella città settentrionale irachena.
Secondo l'arcivescovo non è vero che i due sacerdoti sono stati liberati ieri come riferiva l'Aina. «La notizia non è vera, l'ultimo contatto con i rapitori è stato ieri sera quando hanno telefonato chiedendo il pagamento di un riscatto di 1 milione di dollari. Una cifra che non è nelle nostre possibilità» ha aggiunto l'arcivescovo di Mosul parlando con la MISNA.
"Questa mattina abbiamo richiamato più volte i rapitori, ma finora non abbiamo avuto risposta. Siamo comunque fiduciosi e preghiamo per la liberazione dei nostri due sacerdoti" ha concluso monsignor Casmoussa. Stamattina fonti della MISNA avevano espresso ottimismo sulla possibilità che i due sacerdoti possano essere liberati molto presto, "forse oggi stesso". |